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giovedì 5 aprile 2018
TABOO - Book launch e reading di Gianandrea Poletta
martedì 20 febbraio 2018
“POLIEDRICO ITINERARIO” Ri-creazione
Gli incontri a ingresso libero organizzati dall’Associazione Elda Cerchiari Necchi dal titolo “POLIEDRICO ITINERARIO” proseguono quest’anno con tre appuntamenti ideati in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia “Piero Martinetti” dell’Università degli Studi di Milano.
Curati da Stefano Allovio e Chiara Rosati, saranno dedicati alle connessioni tra Creatività e Antropologia e si terranno alle ore 17 presso una prestigiosa sede dell’Ateneo milanese: Palazzo Greppi, Via Sant’Antonio 12.
Nel primo appuntamento dal titolo “Fare umanità”, che si tiene il 20 febbraio alle ore 17 – il professor Francesco Remotti riprende un concetto a lui caro: «In tutte le società e in ogni circostanza, l’essere umano non ha potuto perseguire altro disegno e non ha potuto costruire altra cosa che l’umanità, in qualsiasi maniera la intendesse». Questa tesi, elaborata dal filosofo e letterato tedesco Johann Gottfried Herder nella seconda metà del Settecento, è tuttora valida, non appena pensiamo al fatto che Homo sapiens è la specie più culturale che esista e che proprio per questo ha bisogno di ricorrere costantemente alla cultura per plasmare e dare forma a sé stesso, alla propria mente e al proprio corpo.
Nel secondo appuntamento dal titolo “Sensi di viaggio”, che si tiene martedì 6 marzo alle ore 17 – il professor Marco Aime affronta il tema del viaggio. Il viaggio è uscita dalla routine, è spaesamento che mette in gioco tutti i sensi. Come diceva Sant’Agostino: «Il mondo è un libro aperto e chi sta a casa legge sempre la stessa pagina». Il viaggio modella lo sguardo e la mente del viaggiatore e, se vissuto in modo sincero e profondo, fa sì che al ritorno quella persona non sia più la stessa. È una forma di arricchimento e di rinnovamento,che nell’affrontare la diversità, costringe a riflettere su sé stessi. Un giro lungo per poi tornare a casa, diversi da quando si è partiti.
Nel terzo e ultimo incontro dal titolo “Percorsi iniziatici”, che si tiene venerdì 23 marzo alle ore 17 – il professor Stefano Allovio affronta un tema centrale in antropologia. Si parla di iniziazione quando, in occasione di determinati eventi rituali, il singolo individuo muta e specifica il suo status all’interno del gruppo di appartenenza subendo una sorta di plasmazione sociale. Si tratta di un processo di fabbricazione degli esseri umani. Non di rado, durante i rituali, gli iniziandi devono superare prove e i loro corpi vengono segnati. Nel linguaggio dell’iniziazione, il tutto prende le sembianze di un viaggio che si nutre di sceneggiate, mascherate, pratiche cruente, insegnamenti urlati e segreti sussurrati. Grazie a questi incontri scopriamo aspetti sorprendenti che ci portano a declinare in modo diverso e profondo il concetto di Ri-creazione.Il campo della creatività è dunque estremamente complesso e si coniuga con la necessità di plasmare o riplasmare prima di tutto noi stessi.La storica dell’arte Elda Cerchiari Necchi inserirà il suo punto di vista sul tema, privilegiando gli aspetti più attuali della creatività umana.
lunedì 4 dicembre 2017
Sara Enrico vince Il Menabrea Art Prize
La giuria della settima edizione del Menabrea Art Prize
presieduta quest’anno da Edoardo
Bonaspetti (curatore, Milano) e composta da
Francesco Simeti (artista, New York); Mauro
De Iorio (collezionista, Verona); Emanuel
Layr (gallerista, Vienna/Roma); Paola Maina
(ufficio stampa Birra Menabrea, Torino); Danilo
Ruggiero (presidente Untitled Association,
Roma) è stata chiamata a designare il vincitore
della settima edizione del Premio, il quale si
aggiudica:
un’opera inedita,
– la possibilità di realizzare e pubblicare un
libro d’artista o un’edizione in collaborazione
con CURA.BOOKS e Untitled Association.
L’etichetta di Sara Enrico (Biella, 1979) è stata
selezionata fra le proposte di: Gaia Di Lorenzo
(Roma, 1991); Alessandro Di Pietro (Milano,
1987); Andrea Polichetti (Roma, 1989); Marta
Ravasi (Milano, 1987).
Il Menabrea Art Prize 2017, giunto quest’anno
alla sua settima edizione, viene assegnato
a Sara Enrico. La giuria, dopo un’attenta
riflessione sui progetti proposti dai cinque
candidati, riconosce all’artista torinese il merito
di aver sviluppato il tema proposto MacGuffin
as a bottle / a bottle as a MacGuffin con
particolare efficacia formale e teorica.
Tanto il MacGuffin è un espediente narrativo
capace di rendere dinamica una trama,
quanto l’etichetta di Sara Enrico è motore di
curiosità e attenzione, oggetto di molteplici
interpretazioni possibili: la rappresentazione
dell’indumento attiva una funzione narrativa,
non è un contenuto o un significato definito
per lo spettatore. Traendo ispirazione dal
celebre romanzo ottocentesco di Flaubert,
il “guanto” di Madame Bovary è l’elemento
visivo strumentale a una comunicazione che
genera relazioni al di là della sua funzione
primaria in un gioco di seduzione o di sfida.
Lo spettatore viene distratto, il pensiero
condotto altrove: verso una persona? Verso un
oggetto fuoricampo? Cosa significa il guanto?
Al pubblico l’ardua sentenza.
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